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    ROMANESCO: NA CHIACCHIERA!

    Ma come si fa? Come si fa a non ammetere che il linguaggio di noi, cittadini di roma, non è una delle più suggestive ed evocative elaborazioni della lingua italiana? Noi romani non parliamo, creiamo dialoghi figurativi, accostiamo immagini elegantemente volgari, parole strafottenti ede esagerate, con una semplicità disarmante. Da quando incontriamo gli amici ed esordiamo con "Come te butta?" a quando ce ne andiamo salutandoli con un cordiale "S'aribbeccamo". Noi romani sappiamo toccare i vertici della poesia più elaborata in due casi: quando ci innamoriamo e quando litighiamo. Viviamo le passioni travolgenti facendoci sgorgare dall'anima sentimenti tradotti in espressioni straordinariamente esilaranti. Da quando parliamo della ragazza che ci interessa sostenendo "M'attizza 'na cifra" a quando ci dichiariamo incantandola con "Ao te sto a batte i pezzi". Ma niente è eterno e quel sentimento straordinario può esaurirsi fino a spingerci a dire "Te sto pe da na botta ar core: accannamose" e lei che è una che non se la prende ci risponderà "Tanto nun me te filavo de pezza". Ecco: in poche parole "Avemo chiuso li giochi".
    Sicuramente spesso esageriamo, o "La famo fori dar vasetto", ma non si può resistere alla forza vulcanica della nostra parlata. Un romano che parla, lo fa col cuore e il cuore, si sa, è impetuoso e si infiamma facilmente. E' per questo che anche le nostre manifestazioni più eclatanti o pittoresche diventano più un gioco di parole che un'offesa vera e propria, perfino i termini più pesanti, perdono la loro consistenza e diventano una parentesi comica. Siamo disarmanti nell'inventare insulti articolati, resi complessi e ricercati pur essendo grevi. Il nostro modo di parlare ci unisce, ci fa ridere "Ce fa taja", rendendo uniche le nostre frasi. Vogliamo litigare? E' vero siamo rissosi, ci piace avere sempre l'ultima parola e quindi nei momenti in cui qualcuno veramente ci innervosisce o ci fa "Attappà 'na vena 'n testa" diamo il meglio di noi. Scene da teatro greco che si riempiono di metafore e accostamenti incredibili. Noi non ci arrabbiamo, noi "Sbrocchiamo", noi non ci offendiamo "annamo popo 'n puzza". Noi non diamo avvertimenti andiamo direttamente "Fori co l'accusa".
    E non sia mai si rende necessario passare alle minacce o alle prese in giro... allora lì siamo degni della medaglia d'oro per la fantasia. Si va dal semplice "Te spolvero la faccia", a espressioni marittime della serie "Te succhio come 'n gamberetto" passando per le formule culinarie "Te faccio 'n buco 'n testa e me te bevo come 'n ovetto fresco". Attingiamo ad ogni aspetto della nostra realtà per mortificare chi ci ha fatto "Parti de capoccia".
    E allora via con insulti costruttivi "Te smonto e do foco alle istruzioni" a insulti umanitari "E' la tu' ragazza o stai a fa volontariato?" a offese che attingono ai personaggi delle favole quando non ci fidiamo di qualcuno "A pinocchio girate dall'altra parte che me stai a cecà". Siamo i maestri della provocazione. Prendiamo ispirazione dalle piccole cose e le trasformiamo in insulti da cabaret come: "Ma ar posto der dna che c'hai a catenella der cesso arotolata?"  o " Quanno ride pare 'n cruciverba" se parliamo amorevolmente di qualcuno che non ha tutti i denti al posto giusto.
    I giovani romani di Roma hanno le loro frasi celebri, i tormentoni che tutti conoscono e si scambiano. Ci piace arricchirci a vicenda sfoderando la nostra enciclopedica scienza dell'offesa. Ci piace condividere, avere un'unica voce e anche girando la notte, a Roma prendoni vita e diventano espressioni autonome le frasi che ci uniscono, quelle che sentiamo nei locali. E dopo esserci deturpati dai "veleni" che raccogliamo durante il giorno andiamo insieme "Dar kebabbaro" o "Dar cornettaro" semplicemente "A magnasse na cosa" e finito di mangiare il nostro amico che ci siede vicino in macchina, sentendoil nostro alito non proprio fresco, con dolcezza ci dirà "Te sei magnato na cosa triste".
    Non c'è niente da dire "Semo popo li peggio... o li mejo!"
     
    Luciana Morelli

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